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QUAL'E' L'ISOLANTE GIUSTO PER LA TUA CASA? N. 5 PDF Stampa E-mail

5.Igroscopicità e 6. Permeabilità al vapore /Traspirabilità e resistenza al passaggio del vapore


L'igroscopicità è la capacità di un materiale di trattenere al proprio interno delle particelle d'acqua con cui può entrare in contatto.

In un appartamento che presenta forte umidità (sia da condensa che di risalita) è opportuno prevedere un isolante interno che abbia una buona igroscopicità, che assorba l'umidità presente in ambiente interno, come silicato di calcio, argilla, calce naturale; se invece l'isolante deve stare a contatto con probabili o frequenti ambienti ricchi d'acqua, per esempio la base (zoccolatura) dei cappotti, è opportuno prevedere un materiale poco igroscopico (come il vetro cellulare o l'xps).

La permeabilità al vapore o traspirabilità, si indica con µ (mu); tanto più basso è il suo valore, tanto più alta è la traspirabilità, quindi valore basso indica una migliore traspirabilità del materiale.

La resistenza al passaggio del vapore è la resistenza di un materiale a farsi attraversare dal vapore, dipende dal µ, ma anche dallo spessore del materiale stesso. Questo valore Sd si calcola moltiplicando µ x mt di spessore.

In una parete, i materiali che la compongono dovrebbero avere una resistenza alpassaggio di vapore, maggiore all'interno e minore man mano che si va all'esterno, in modo da permettere al vapore di uscire fuori lentamente, ma in maniera costante.

Questi  parametri (affiancati ad un ricambio d'aria costante) sono molto importanti per limitare l'umidità in casa e i conseguenti danni da muffe.

Facciamo un esempio su alcuni materiali:

cellulosa: µ 1 

eps: µ 45 

silicato di calcio: µ 6 

lana di pecora: µ 2 

lana vetro/roccia: µ 3 

cartongesso: µ 8

laterizio: µ 9

 

Dati i valori di µ, in un'ottica di progettazione di parete dovrò calcolare lo spessore dei singoli materiali in modo che lo Sd dei singoli strati diminuisca passando dall'interno all'esterno. Raramente questa regola viene seguita. Per esempio se si fa una cotroparete interna, il cartongesso (spessore 1,2 cm) avrà un Sd più basso del mattone, che come spessore minimo è di 4 cm.

Anche se questa regola non viene rispettata, è fondamentale, in una ristrutturazione, usare materiali traspiranti e in caso di forte umidità interna, molto igroscopici per le pareti interne (intonaci alla calce, all'argilla, pitture traspiranti e a base calce).

Per riassumere, la traspirabilità è un MUST degli isolamenti (in generale), quindi cercate sempre di acquistare materiali traspiranti (anche le pitture), perchè favoriscono la dispersione del vapore e quindi evitano la formazione di condensa e muffe; l'igroscopicità è da ricercare qualora si eseguano dei cappottini interni, per eccessiva umidità in ambiente, o anche per umidità di risalita, ma da evitare per ambienti dove l'acqua è abbondante e frequente.

 
QUAL'E' L'ISOLANTE GIUSTO PER LA TUA CASA? N. 4 PDF Stampa E-mail

Oggi parliamo di:

4. Isolamento acustico

E' importante capirci subito di cosa stiamo parlando.

In questi paragrafi stiamo affrontando il tema dell'isolamento termico nelle pareti perimetrali esterne, che confinano con ambienti esterni (quali cappotto termico esterno, cappotto interno, isolamento in intercapedine).

Per queste tipologie di isolamenti devo valutare anche se e quanto mi può interessare un isolamento acustico.

Inoltre se la casa è tutta da costruire, posso progettare adeguatamente tutte le pareti da isolare sia dall'esterno che dai vicini; se è un appartamento esistente devo adeguarmi alla situazione di fatto. Se il condominio decide di fare un cappotto termico esterno, qui è importante sapere quale isolante usare; se per esempio sono ad un piano terra dove passano molte auto o sono vicino all'aeroporto, la scelta di un isolante fonoassorbente, oltre che termico, è fondamentale per avere un buon comfort interno. Se sono in pineta o all'ultimo piano lontano dai rumori, l'aspetto acustico non mi interessa particolarmente.

In generale sicuramente i materiali di origine minerale (lana di roccia, vetro), animale (lana di pecora), vegetale (cellulosa) (ad alta densità è meglio) sono più fonoassorbenti (assorbono il rumore) di materiali più rigidi come l'xps, eps, il poliuretano, vetrocellulare, che possono addirittura peggiorare l'acustica interna.

La capacità di isolamento acustico, in ogni caso, non è limitato all'isolante, ma a tutta la stratigrafia della parete, si parla pertanto di potere fonoisolante della parete (parete+isolante).

Bisogna inoltre tenere in considerazione il fatto che il rumore si trasmette, non solo direttamente attraverso la parete, ma anche lateralmente, quindi la soluzione esterna, ben applicata, è certamente la migliore; in alternativa dovrò accettare il fatto che dovendo isolare con cappotto interno o in intercapedine, il rumore potrebbe comunque passare dagli angoli, dai pilastri, dal pavimento o dal soffitto...e che quindi non avrò la massima resa.

Il tema dell'acustica in tutti gli altri ambiti-isolamento interno per calpestio (fonoisolanti), per rumore aereo(vocio)- riverbero (fonoassorbenti), per impianti (antivibranti),  richiederebbe ulteriori approfondimenti che esulano da questa specifica trattazione. Mi limito a farne accenno.

La normativa di riferimento è il DPCM 5-12-97.

Il potere fonoisolante si misura in decibel (dB); di seguito i simboli delle varie tipologie di poteri fonoisolanti e i limiti di legge, rispettati in opera (a edificio ultimato), riferiti ad abitazioni:

Rw, per i rumori aerei (partizioni tra stanze), più alto è meglio ≥50 dB
D2m,nT,w, per i rumori da esterno, più alto è meglio ≥40 dB

L’n,w, per i rumori da calpestio, più basso è meglio

≤63 dB
LA,S,max, per rumori da impianti a funzionamento discontinuo (ascensori, scarichi del bagno, wc, rubinetti) ≤35 dB
LA,eq, per rumori da impianti a funzionamento continuo (riscaldamento, ventilazione, condizionamento) ≤35 dB

 

Quindi, per ricapitolare, se dovete fare un cappotto esterno, assicuratevi che la parete in progetto e in opera rispetti i requisiti acustici (sup 40 dB) (attenzione perchè solitamente la parete finita ha meno prestazioni della parete progettata, qunindi occorre un margine di sicurezza) e più il valore è alto meglio è. Non limitatevi allo spessore dell'isolante o della parete, verificate anche la tipologia dell'isolante e richiedete le prestazioni acustiche (devono essere descritte nelle schede tecniche.

Se volete isolarvi acusticamente le pareti in intercapedine o cappotto interno, i materiali migliori sono la fibra di cellulosa,la lana di roccia/vetro, anche ottimi isolanti termici.

 
QUAL'E' L'ISOLANTE GIUSTO PER LA TUA CASA? N.3 PDF Stampa E-mail

Proseguiamo con le carateristiche degli isolanti termici:

2. La Stabilità

l'isolante, a seconda dell'origine e del processo produttivo e dell'applicazione, può variare o meno la sua dimensione e le sue caratteristiche fisico-chimiche, in funzione di variazioni di condizioni ambientali (caldo/freddo/pioggia).

Un esempio concreto è la schiuma poliuretanica insufflata nelle intercapedini; in tempi ormai lontani (quindi può darsi che oggi non sia più così) ha dato due tipologie di problemi, dilatazione per surriscaldamento con conseguente crepatura di intonaci, e sgretolamento nel tempo con conseguente perdita di isolamento.

E' inutile dire che, se l'isolante viene messo all'esterno, la stabilità ha fondamentale importanza.

 

3. La resistenza a compressione (meccanica)

La resistenza meccanica è la capacità di sopportare un carico, quindi non è sempre fondamentale che sia elevata. Vien da sè che è fondamentale nei tetti calpestabili o sotto i massetti o alla base dei capppotti termici (più soggetta ai colpi). La densità è il parametro che la caratterizza, più è denso, più alta sarà la sua resistenza. Ma .... non è così  semplice, perchè in realtà vi sono diverse resistenze meccaniche:

-la resistenza a compressione con deformazione massima al 10%

-la resistenza a compressione a lungo termine con deformazione del 2% in 50 anni

-la resistenza al carico concentrato

-la resistenza alla trazione

Non voglio dilungarmi con una descrizione molto tecnica che in questo contesto non ha senso, ma vi riporto alcuni dati presi da schede tecniche di materiali diversi, in modo che possiate confrontarli. I dati mandcanti non erano presenti nelle schede.

ISOLANTE RESISTENZA COMPRESSIONE 10% RESISTENZA LUNGO TERMINE 2% RESISTENZA A TRAZIONE
PANNELLI XPS ≥300 kPa ≥120kPa
FOAMGLASS PER ZOCCOLATURA ≥400 kPa ≥100 kPa
PANNELLO IN LANA DI ROCCIA PER TETTO PIANO ALTA DENSITA' ≥50 kPa
SUGHERO ≥100 kPa

 

In questo caso i pannelli di origine fossile hanno prestazioni migliori.

 

 
QUAL'E' L'ISOLANTE GIUSTO PER LA TUA CASA? N. 2 PDF Stampa E-mail

Nell'articolo precedente abbiamo visto 2 valori fondamentali per l'isolante e la parete perimetrale, la conducibilità termica e la trasmittanza termica.

Oggi proseguiamo a distinguere i materiali in base ad altri fattori:

1.reazione al fuoco

2.stabilità

3.resistenza meccanica

4.isolamento acustico

5.igroscopicità

6. traspirabilità-resistenza alla diffusione del vapore acqueo

7.isolamento dal caldo, oltre che dal freddo (densità e calore specifico)

8.origine (minerale, animale, vegetale, sintetica)

9.impatto ambientale e sulla salute

 

1. Reazione al fuoco

Per "reazione al fuoco", si intende il grado di partecipazione di un materiale al fuoco e la sua capacità di contribuire alla propagazione dell'incendio.  La normativa europea di riferimento è la EN-13501-1, a cui han fatto seguito vari D.M. e per ultimo il D.M.  25 ottobre 2007 che definisce le classi di reazione al fuoco dei materiali da costruzione: si dividono in:

A1  MATERIALI NON COMBUSTIBILI  CONTRIBUTO ALL'INCENDIO NULLO
A2 MATERIALI POCO COMBUSTIBILI CON CONTRIBUTO ALL'INCENDIO NULLO
B MATERIALI COMBUSTIBILI CON CONTRIBUTO ALL'INCENDIO MOLTO LIMITATO
C MATERIALI COMBUSTIBILI CON CONTRIBUTO ALL'INCENDIO LIMITATO
D MATERIALI COMBUSTIBILI CON CONTRIBUTO ALL'INCENDIO
E MATERIALI COMBUSTIBILI CON CONTRIBUTO ALL'INCENDIO ALTO
F MATERIALI NON CLASSIFICATI

 

Inoltre vi sono ulteriori 2 classificazioni,

-in base alla produzione di fumo s (da smoke); qs però non è obbligatoria per gli isolanti (alcune schede tecniche di isolanti hanno comunqeu questi dati):

S1 IL MATERIALE EMETTE UNA PICCOLISSIMA QUANTITA' DI GAS DI COMBUSTIONE
S2 IL MATERIALE  EMETTE UNA PICCOLA QUANTITA' DI GAS DI COMBUSTIONE
S3 IL MATERIALE EMETTE GAS DI COMBUSTIONE IN QUANTITA' INDEFINITE

 

-in base al grado di gocciolamento d (da drop) o particelle ardenti

 

d0 NON EMETTE GOCCE O PARTICELLE ARDENTI
d1 PUÒ RILASCIARE PICCOLE QUANTITÀ DI GOCCE O PARTICELLE ARDENTI
d2

RILASCIA GOCCE O PARTICELLE ARDENTI IN QUNATITÀ INDEFINITE

 

 

In generale, possiamo sostenere che gli isolanti di origine minerale, come lana di roccia, lana di vetro, silicato, perlite, vermiculite, ecc.. sono classificate in A1-A2, fibra di cellulosa in B, fibre animali e sintetiche in classe in C-D-E.

Ciò non implica che i materiali di origine minerale siano meglio in assoluto (come capirete in seguito), perchè un buon progettista deve tener conto di tutte le caratteristiche dell'isolante in funzione del luogo in cui si installa.

 
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