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QUAL'E' L'ISOLANTE GIUSTO PER LA TUA CASA? N.3 PDF Stampa E-mail

Proseguiamo con le carateristiche degli isolanti termici:

2. La Stabilità

l'isolante, a seconda dell'origine e del processo produttivo e dell'applicazione, può variare o meno la sua dimensione e le sue caratteristiche fisico-chimiche, in funzione di variazioni di condizioni ambientali (caldo/freddo/pioggia).

Un esempio concreto è la schiuma poliuretanica insufflata nelle intercapedini; in tempi ormai lontani (quindi può darsi che oggi non sia più così) ha dato due tipologie di problemi, dilatazione per surriscaldamento con conseguente crepatura di intonaci, e sgretolamento nel tempo con conseguente perdita di isolamento.

E' inutile dire che, se l'isolante viene messo all'esterno, la stabilità ha fondamentale importanza.

 

3. La resistenza a compressione (meccanica)

La resistenza meccanica è la capacità di sopportare un carico, quindi non è sempre fondamentale che sia elevata. Vien da sè che è fondamentale nei tetti calpestabili o sotto i massetti o alla base dei capppotti termici (più soggetta ai colpi). La densità è il parametro che la caratterizza, più è denso, più alta sarà la sua resistenza. Ma .... non è così  semplice, perchè in realtà vi sono diverse resistenze meccaniche:

-la resistenza a compressione con deformazione massima al 10%

-la resistenza a compressione a lungo termine con deformazione del 2% in 50 anni

-la resistenza al carico concentrato

-la resistenza alla trazione

Non voglio dilungarmi con una descrizione molto tecnica che in questo contesto non ha senso, ma vi riporto alcuni dati presi da schede tecniche di materiali diversi, in modo che possiate confrontarli. I dati mandcanti non erano presenti nelle schede.

ISOLANTE RESISTENZA COMPRESSIONE 10% RESISTENZA LUNGO TERMINE 2% RESISTENZA A TRAZIONE
PANNELLI XPS ≥300 kPa ≥120kPa
FOAMGLASS PER ZOCCOLATURA ≥400 kPa ≥100 kPa
PANNELLO IN LANA DI ROCCIA PER TETTO PIANO ALTA DENSITA' ≥50 kPa
SUGHERO ≥100 kPa

 

In questo caso i pannelli di origine fossile hanno prestazioni migliori.

 

 
QUAL'E' L'ISOLANTE GIUSTO PER LA TUA CASA? N. 2 PDF Stampa E-mail

Nell'articolo precedente abbiamo visto 2 valori fondamentali per l'isolante e la parete perimetrale, la conducibilità termica e la trasmittanza termica.

Oggi proseguiamo a distinguere i materiali in base ad altri fattori:

1.reazione al fuoco

2.stabilità

3.resistenza meccanica

4.isolamento acustico

5.igroscopicità

6. traspirabilità-resistenza alla diffusione del vapore acqueo

7.isolamento dal caldo, oltre che dal freddo (densità e calore specifico)

8.origine (minerale, animale, vegetale, sintetica)

9.impatto ambientale e sulla salute

 

1. Reazione al fuoco

Per "reazione al fuoco", si intende il grado di partecipazione di un materiale al fuoco e la sua capacità di contribuire alla propagazione dell'incendio.  La normativa europea di riferimento è la EN-13501-1, a cui han fatto seguito vari D.M. e per ultimo il D.M.  25 ottobre 2007 che definisce le classi di reazione al fuoco dei materiali da costruzione: si dividono in:

A1  MATERIALI NON COMBUSTIBILI  CONTRIBUTO ALL'INCENDIO NULLO
A2 MATERIALI POCO COMBUSTIBILI CON CONTRIBUTO ALL'INCENDIO NULLO
B MATERIALI COMBUSTIBILI CON CONTRIBUTO ALL'INCENDIO MOLTO LIMITATO
C MATERIALI COMBUSTIBILI CON CONTRIBUTO ALL'INCENDIO LIMITATO
D MATERIALI COMBUSTIBILI CON CONTRIBUTO ALL'INCENDIO
E MATERIALI COMBUSTIBILI CON CONTRIBUTO ALL'INCENDIO ALTO
F MATERIALI NON CLASSIFICATI

 

Inoltre vi sono ulteriori 2 classificazioni,

-in base alla produzione di fumo s (da smoke); qs però non è obbligatoria per gli isolanti (alcune schede tecniche di isolanti hanno comunqeu questi dati):

S1 IL MATERIALE EMETTE UNA PICCOLISSIMA QUANTITA' DI GAS DI COMBUSTIONE
S2 IL MATERIALE  EMETTE UNA PICCOLA QUANTITA' DI GAS DI COMBUSTIONE
S3 IL MATERIALE EMETTE GAS DI COMBUSTIONE IN QUANTITA' INDEFINITE

 

-in base al grado di gocciolamento d (da drop) o particelle ardenti

 

d0 NON EMETTE GOCCE O PARTICELLE ARDENTI
d1 PUÒ RILASCIARE PICCOLE QUANTITÀ DI GOCCE O PARTICELLE ARDENTI
d2

RILASCIA GOCCE O PARTICELLE ARDENTI IN QUNATITÀ INDEFINITE

 

 

In generale, possiamo sostenere che gli isolanti di origine minerale, come lana di roccia, lana di vetro, silicato, perlite, vermiculite, ecc.. sono classificate in A1-A2, fibra di cellulosa in B, fibre animali e sintetiche in classe in C-D-E.

Ciò non implica che i materiali di origine minerale siano meglio in assoluto (come capirete in seguito), perchè un buon progettista deve tener conto di tutte le caratteristiche dell'isolante in funzione del luogo in cui si installa.

 
QUAL'E' L'ISOLANTE GIUSTO PER LA TUA CASA? N.1 PDF Stampa E-mail

Non esiste un isolante unico per tutte le situazioni, ma occorre verificare vari fattori.

Nelle ristrutturazioni, per poter usufruire delle detrazioni fiscali del 65%, la parete deve raggiungere un valore di trasmittanza termica definito dalle norme e che varia da zona a zona. partiamo da qui.

Trasmittanza termica U,

misurata in W/mqK, è, per semplificare, la capacità di un corpo (la parete) di trasmettere calore, in 1 mq di superificie, con una differenza di temperatura tra l'esterno e l'interno di 1°K, nell'unità di tempo. Quindi + bassa è meglio è. Di seguito i valori di U da raggiungere per poter usufruire delle detrazioni fiscali nella riqualificazione energetica delle strutture verticali opache (..i muri).

Le zone climatiche sono 6, in base al clima medio del Comune:

La A è la zona più calda (al sud), la F la zona più fredda (al nord). Dalla tabella si vede come nella zona più fredda le pareti devono raggiungere una trasmittanza più bassa.

Il valore di U si riduce con l'aumentare dello spessore della parete/isolante e con l'aumentare del potere isolante dell'isolante stesso.

Conducibilità termica

Il potere isolante di un materiale è definito dalla conducibilità termica λ (lambda), misurata in W/mk, e come per la trasmittanza, più è basso, meglio è.

Un materiale si può definire termoisolante se la conducibilità termica è inferiore a 0,10 W/mK.

Giusto per fare degli esempi di conducibilità λ:

i metalli, che sono ottimi conduttori, quindi poco isolanti, hanno un λ variabile tra 17 W/mk (acciaio inox) a 460 W/mk (argento), mentre panneli ultrasottili in aerogel, hanno un λ di 0,013 W/mk. In mezzo abbiamo la fibra di legno, sughero, lana di pecora, lana di roccia, vetro, silicati di calcio, polistirolo, polieuretano, ecc....con un λ variabile tra 0,023 e 0,04 circa.

Ricapitolando quindi, il primo parametro da verificare è il raggiungimento della corretta trasmittanza termica, che a sua volta dipende da come è composta la parete e dall'isolante che andrò a mettere.

Verificato questo passaggio, devo tener conto anche delle altre caratteristiche dei materiali isolanti, che si differiscono per:

1.reazione al fuoco

2.stabilità

3.resistenza meccanica

4.isolamento acustico

5.igroscopicità

6.traspirabilità-resistenza alla diffusione del vapore acqueo

7.isolamento dal caldo, oltre che dal freddo (densità e calore specifico)

8.origine (minerale, animale, vegetale, sintetica)

9.impatto ambientale e sulla salute

 

Parleremo in seguito di tutto questo.

 

 

 
ISOLAMENTO INTERNO/ESTERNO/IN INTERCAPEDINE PDF Stampa E-mail

Qual'è l'isolamento corretto per la mia casa e le mie esigenze?

Non esiste una risposta che vada bene per tutte le situazioni.

Sicuramente, dal punto di vista tecnico l'isolamento esterno (cosiddetto cappotto termico) è la migliore soluzione perchè, se posato correttamente, "avvolge" totalmente l'edificio senza rischio di ponti termici (punti freddi), l'abitazione rimane meno soggetta al surriscaldamento estivo (se uso un isolante idoneo e se viene applicato correttamente), il punto di condensa è esternamente al muro e quindi vi è minor rischio di condensa sul muro interno.

Ma non sempre è possibile installarlo, perchè il costo è eccessivo, perchè l'edificio è storico, perchè logisticamente è complicato, perchè in condominio è difficile mettersi d'accordo, ecc...

In tutti questi casi è opportuno prevedere un'alternativa e pertanto in subordine si può praticare l'isolamento in intercapedine. Se l'edificio è già esistente, l'unico modo per isolare l'intercapedine è attraverso l'insufflaggio (vedi articolo dedicato). Questo intervento è molto pratico, veloce, economico e poco invasivo. In termini di costi/benefici è la soluzione ottimale. L'intercapedine è, di frequente, molto ampia, e quindi l'isolamento è superiore al cappotto esterno.

Ovviamente non avvolgendo completamente l'edificio dall'esterno, rimangono dei punti freddi (per esempio se il pilastro è passante), ma si può ovviare con dei falsi pilastrini, con delle piture termiche, o altre soluzioni che in qualche modo aumentano la temperatura del muro interno, laddove è presente il punto freddo.

Infine il cappotto interno è l'ultima soluzione da adottare, perchè per problemi di spazio, lo spessore è ridotto, quindi isola poco, si riduce la superficie utile, inoltre non risolve i problemi dei ponti termici, è più facile che si formi la condensa tra l'isolante e il muro (e quindi muffe nascoste), muro che rimane freddo. Può essere usato in ambienti non abitati costantemente, perche il locale si riscalda più rapidamente.

Una volta scelta la posizione, è necessario capire che isolante applicare e che spessore.

Per effettuare tali scelte occorre valutare una serie di parametri. Li vediamo con gli articoli successivi.

 

 
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