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ISOLAMENTO INTERNO/ESTERNO/IN INTERCAPEDINE PDF Stampa E-mail

Qual'è l'isolamento corretto per la mia casa e le mie esigenze?

Non esiste una risposta che vada bene per tutte le situazioni.

Sicuramente, dal punto di vista tecnico l'isolamento esterno (cosiddetto cappotto termico) è la migliore soluzione perchè, se posato correttamente, "avvolge" totalmente l'edificio senza rischio di ponti termici (punti freddi), l'abitazione rimane meno soggetta al surriscaldamento estivo (se uso un isolante idoneo e se viene applicato correttamente), il punto di condensa è esternamente al muro e quindi vi è minor rischio di condensa sul muro interno.

Ma non sempre è possibile installarlo, perchè il costo è eccessivo, perchè l'edificio è storico, perchè logisticamente è complicato, perchè in condominio è difficile mettersi d'accordo, ecc...

In tutti questi casi è opportuno prevedere un'alternativa e pertanto in subordine si può praticare l'isolamento in intercapedine. Se l'edificio è già esistente, l'unico modo per isolare l'intercapedine è attraverso l'insufflaggio (vedi articolo dedicato). Questo intervento è molto pratico, veloce, economico e poco invasivo. In termini di costi/benefici è la soluzione ottimale. L'intercapedine è, di frequente, molto ampia, e quindi l'isolamento è superiore al cappotto esterno.

Ovviamente non avvolgendo completamente l'edificio dall'esterno, rimangono dei punti freddi (per esempio se il pilastro è passante), ma si può ovviare con dei falsi pilastrini, con delle piture termiche, o altre soluzioni che in qualche modo aumentano la temperatura del muro interno, laddove è presente il punto freddo.

Infine il cappotto interno è l'ultima soluzione da adottare, perchè per problemi di spazio, lo spessore è ridotto, quindi isola poco, si riduce la superficie utile, inoltre non risolve i problemi dei ponti termici, è più facile che si formi la condensa tra l'isolante e il muro (e quindi muffe nascoste), muro che rimane freddo. Può essere usato in ambienti non abitati costantemente, perche il locale si riscalda più rapidamente.

Una volta scelta la posizione, è necessario capire che isolante applicare e che spessore.

Per effettuare tali scelte occorre valutare una serie di parametri. Li vediamo con gli articoli successivi.

 

 
COS'E' L'INSUFFLAGGIO PDF Stampa E-mail

L'insufflaggio è una tecnica ampiamente utilizzata da molti decenni nei posti freddi in tutto il mondo, dall'America al nord Europa e da alcuni decenni in Italia, più al nord, ma come vedremo è interessante anche al sud.

Consiste nell'isolare l'intercapedine delle tue pareti di casa....ora non tutti gli edifici hanno intercapedine, ma circa il 70% delle case in Italia ne è provvista, quelle costruite tra gli anni 70-90.

Esattamente la parete con intercapedine è composta da un muro di mattoni esterni da circa 10-12 cm, rivestiti all'esterno dall'intonaco e da un muro interno di mattoni di solito più sottili, anch'essi intonacati all'interno.

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Tra i due muri c'è uno spazio vuoto,un'intercapedine, il cui spessore varia  da 6-7 cm fino a 25-30 cm.

Questo spazio, una volta veniva creato appositamente perchè si pensava che l'intercapedine isolasse, invece si creano all'interno dei moti convettivi che trasportano l'aria fredda dal muro esterno al muro interno, raffreddandolo drasticamente e portando freddo all'interno della casa. Questo processo è anche responsabile delle muffe per condensa...

Ok, come si interviene?

Si eseguono dei fori in parete, o direttamente dall'interno dell'abitazione o dall'esterno (se per esempio hai dei poggioli o il giardino). I fori non vengono eseguiti a caso ma distribuiti nella parete a seconda dello spessore dell'intercapedine, dell'altezza della parete ….qualcuno esegue un solo foro in alto, ma io non lo consiglio perchè non si è così sicuri della distribuzione omogenea del materiale.

Dopo aver forato, si spara nell'intercapedine il materiale attraverso un macchinario, con motore, da cui parte un tubo con l'estremità provvista un bocchettone girevole.

Si procede dal basso verso l'alto.

Si può controllare prima l'intercapedine con la video camera.

La tecnica è semplice, ma richiede attenzione (non superficialità) e oculatezza nell'esecuzione, perchè il materiale deve essere insufflato con una certa pressione e scorrevolezza del materiale per garantire la giusta densità, perchè l'isolante (essendo polverulento) potrebbe uscire da qualche foro inaspettato e sprecare materiale, perchè per esempio con le intercapedini piccole devo fare fori più frequenti, e così via.... ci sono tanti piccoli accorgimenti che devo prendere in funzione del tipo di parete che ho...e questi fanno la differenza!!. quindi attenzione a chi vi affidate..i troppo faciloni lasciamoli ad altri...

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Che materiale si usa?

Il materiale usato può variare a seconda del caso, se per esempio nelle pareti passa un caminetto a legna/pellet, dovrò usare del materiale che non abbia problemi di infiammabilità/combustione, quindi userò la perlite, vermiculite, lana di vetro; se sono in un appartamento che, oltre al freddo, in estate fa anche molto caldo, userò più facilmente la fibra di cellulosa; posso usare il sughero, poi alcuni usano il polistirolo o la schiuma, ma io su questi due ultimi materiali sono contraria, sia perchè hanno origine fossile (quindi certamente più impattanti nell'ambiente), sia perchè non sono traspiranti e, come vedremo, la traspirabilità è un fattore importantissimo per evitare l'insorgenza delle muffe....semplificando....inoltre in caso di caldo potrebbero subire dilatazioni e pressare la parete con possibile formazione di crepature, infine, mi è capitato di vedere delle intercapedini insufflate con la schiuma diversi anni addietro, in cui la schiuma si era sgretolata completamente...

 

Una volta terminato, si chiudono i fori e dal giorno dopo ho subito un altro clima interno.

La temperatura rimane costante a lungo tempo perchè il calore non esce e quindi non ho sbalzi di temperatura, non devo far lavorare troppo la caldaia perchè andrà al minimo o la potrò spegnere davvero, anche per giorni.

Questo intervento abbatte da subito i costi in bolletta; il suo costo si aggira dai 1500 ai 1900 € circa per un appartamento standard e si può usufruire degli incentivi fiscali del 65%. Con questi incentivi nel giro di 2-4 anni mi sono ripagato tutto, ma da subito ho comfort in casa e inquino meno...

Dopo aver chiuso i fori devo ripitturarli, quindi le soluzioni possono essere varie, pitturo solo i fori, o faccio degli stencil (rinnovando gli ambienti), o se la casa è molto umida posso pitturare le pareti con una pittura termica, insomma a seconda delle situazioni si possono scegliere modi diversi per finire le pareti. Di certo se ho un appartamento in ristrutturazione non posso non farlo....

 

 
LA CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE PDF Stampa E-mail

Entro quest'anno tutti i condomini devono avere il sistema di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

Le sanzioni previste per chi non si adegua entro il 2016 vanno da 500 a 2500 euro.

Lo dice il D.lgs 102/2014, l'ultimo di una serie di provvedimenti volti alla riduzione del consumo energetico.

 

In cosa consiste

 

Il sistema più diffuso è nominato “contabilizzazione indiretta” e si usa negli impianti a colonne montanti verticali.

Su ogni radiatore vengono inserite:

 

1.valvole e testine termostatiche (di solito in alto), che regolano l'afflusso di acqua calda in funzione della temperatura ambiente impostata; possono essere di varie tipologie, manuali o elettroniche con programmazione oraria settimanale, adattando automaticamente l'mpostazione sui bisogni dell'utente, con maggior risparmio energetico. Si possono anche installare i cronotermostati ambiente che, in base alla temperatura registrata, inviano via wireless i comandi ai termostati sui caloriferi;

 

2.detentori (in basso) per intercettare e regolare l'afflusso d'acqua in uscita dai radiatori;

 

3. ripartitori, per la determinazione dei consumi energetici, porvvisti di sensori di temperatura del radiatore e dell'ambiente, con eventauale sonda remota per i radiatori coperti o in nicchie.

 


 

Progetto termico

 

I ripartitori devono essere programmati in base ad un preliminare Progetto termico, che verifica:

 

-la tipologia di ogni singolo corpo scaldante,

-la potenza termica di ogni utente installata e realmente necessaria (occorre verificare la tipologia di pareti, di serramenti per verificare il reale fabbisogno termico)

-il posizionamento dei ripartitori (se per esempio vi sono delle coperture dei singoli radiatori o meno)

-tipo di attacco e del diametro (per esempio i radiatori dietro le porte richiedono tipologie di valvole ad angolo)

-tipologia di termoregolazione, testina termostatica, sensori, valvola e dispositivi di termoregolazione

-se la pompa di circolazione è da sostituire o meno e ne determina il dimiensionamento

-certifica la potenza nei singoli sistemi di contabilizzazione

-elabora una nuova tabella per la ripartizione delle spese, secondo la norma UNI 10200/2013 e UNI/TS 11300-2. Si prevedono i

consumi volontari (quota variabile): dipendenti dai singoli utenti (uso delle valvole)

consumi involontari (quota fissa): indipendenti dai singoli utenti, dovuti alle dispersioni della rete (da ripartire in base ai millesimi)

Questa fase è tutt'ora oggetto di modifica normativa, quindi non entrerò nel merito.

 

Al termine del progetto termico il progettista consegna la Diagnosi energetica, il capitolato delle opere con relativa mappatura impiantistica, tipologia apparecchi da installare e tipo di lettura annuale da effettuare e istruzioni e consigli per l'uso.

 

Alcuni amministratori non danno importanza al progetto termico, ma, oltre a essere obbligatorio, è importante perchè la ripartizione delle spese secondo la UNI 10200/2013 viene fatta solo dopo un'attenta Diagnosi Energetica, e ciò è a garanzia della corretta ripartizione nei confronti di tutti i condomini, è a garanzia dell'efficacia dell'intervento e delle responsabilità di eventuale mal funzionament.

 

Le letture

 

Le letture possono essere di due tipi: centralizzata da remoto o “Walk By”. Entrambi sono wireless.

La prima prevede l'installazione di ripetitori lungo le scale (1 ogni 2-3 piani) che captano i dati dei vari ripartitori installati negli appartamenti e li inviano ad un concentratore M-bus radio con modem integrato (di solito nel portone), che a sua volta invia i dati tramite rete GPRS ad un'indirizzomail preimpostato, permettendo la lettura da remoto.

 

La seconda, prevede la presenza di una persona che annualmente raccoglie i dati dai ripartitori su un proprio computer dotato di un'antenna radio. Non è più necessario entrare all'interno dell'appartamento, ma è sufficiente passare davanti alla porta.

 

Agevolazioni fiscali

 

Per tali interventi si può usufruire della detrazione del 50% per li impianti di contabilizzaizone del calore e del 65% se vi è anche l'installazioned i caldaia a condensazione o ristrutturazione globale dell'edificio per il risparmio energetico.

L'iva è al 10%.

 
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